NARRAZIONE 2
La dieta del lunedì mattina
Andrea torna dopo alcuni mesi con un’espressione a metà tra tra l’orgoglioso e il colpevole. «Dottore, sono partito bene. Poi però ho avuto una settimana impossibile.» Ha perso due chili, poi li ha ripresi. Ha comprato scarpe da camminata, ma le tiene nel bagagliaio. Ha ridotto il pane a cena, ma durante il giorno continua a mangiare in modo disordinato. Il lunedì inizia con convinzione; il giovedì sera, dopo tre pranzi fuori e due cene con clienti, la strategia è già saltata. È il classico momento in cui il medico potrebbe limitarsi a dire: “deve impegnarsi di più”. Ma il medico di Andrea decide che sarebbe una risposta poco utile: il suo paziente non ha bisogno di una colpa in più, ma di una strategia completamente diversa: partire dai suoi vincoli reali. Non può cucinare a pranzo. Non può evitare tutte le cene di lavoro. Non può programmare ogni giornata. Può però “scegliere”: fare una colazione vera prima di partire, tenere in auto acqua e uno spuntino semplice (magari un sacchetto di frutta disidratata), evitare il digiuno prolungato, selezionare al ristorante una pietanza con verdure invece di un primo piatto abbondante seguito dal dolce, limitare gli alcolici nelle cene commerciali. Il punto non è trasformare Andrea in un paziente ideale. È ridurre progressivamente il carico metabolico della sua vita quotidiana. Al controllo successivo il peso è sostanzialmente stabile, e la circonferenza addominale resta elevata. La pressione è ancora borderline. Il padre ha avuto un infarto a 58 anni, la madre è diabetica. Andrea comincia a chiedere: «Ma secondo lei rischio davvero qualcosa?». È il momento di misurare meglio il rischio e condividerlo con Andrea. Non solo il peso. Non solo la glicemia. L’intero profilo metabolico e cardiovascolare.
BOX interattivo 2. Prima di leggere l’articolo.
- Condividi la decisione del medico di Andrea? Non saresti stato un po’ più deciso e direttivo?
- C’è in gioco una difficoltà di aderenza, un problema di metodo, una scarsa percezione del rischio?
- Ti servirebbero altri dati per decidere se restare sul piano del counselling o ampliare la valutazione?
- In questa fase, quale sarebbe la tua prossima mossa in ambulatorio? Ritieni utile studiare meglio il profilo clinico e se si, come?
