L’osso che perde in silenzio
NARRAZIONE 5
L’osso che perde in silenzio
Dopo l’avvio della terapia per il carcinoma prostatico, Andrea cambia in modo graduale. All’inizio racconta vampate, sonno disturbato, calo del desiderio, irritabilità. Poi compare una stanchezza diversa, meno legata alla giornata e più difficile da spiegare. La moglie dice che si siede più spesso. Lui risponde: «Con tutto quello che sto facendo, vorrei vedere». Nelle lettere specialistiche il medico legge la parola che cercava: deprivazione androgenica. Dentro la storia di Andrea significa nuovo rischio metabolico, ulteriore perdita di massa muscolare, possibile peggioramento della composizione corporea e accelerazione della perdita ossea. Andrea pensa soprattutto al tumore, al PSA e al prossimo controllo. La schiena che fa male la attribuisce all’età e alle tante ore passate seduto. Una mattina, però, racconta un dolore dorso-lombare più insistente. Non ricorda traumi. Dice soltanto: «Mi sono piegato per prendere una cosa e ho sentito una fitta alla schiena». Il medico mantiene equilibrio: evita allarmismi, ma non archivia questo dato. In Andrea si sommano molti elementi: età, diabete, ipovitaminosi D pregressa, sedentarietà, obesità sarcopenica, ridotta attività contro carico, terapia ormonale per carcinoma prostatico. Il rischio fratturativo è ormai concreto. Gli chiede se si sente più basso. Andrea ride: «Mia moglie dice che mi sto accorciando, ma lei esagera sempre ». Poi si ferma. Forse, questa volta, non esagera del tutto. È il momento di cercare l’osteoporosi maschile prima della frattura. La MOC, la valutazione del rischio, il controllo di vitamina D, calcio, funzione renale, fosfatasi alcalina, eventuali cause secondarie e revisione delle terapie entrano nel follow-up oncologico. Andrea è sorpreso. «Ma l’osteoporosi non era una cosa da donne?» La domanda è utile, perché mostra quanto il rischio sia poco percepito. Il medico gli spiega che, nel suo caso, terapia, muscolo, osso e cadute formano un unico problema clinico. Una frattura vertebrale o femorale, a questa età, potrebbe segnare una perdita brusca di autonomia. Per Andrea, l’osso è sempre stato silenzioso. Ora il compito del medico è ascoltarlo prima che si rompa.
BOX interattivo 5. Prima di leggere l’articolo.
- In un uomo in terapia per carcinoma prostatico, quanto “pesa” il rischio osseo?
- La deprivazione androgenica modifica i tuoi criteri di richiesta di una MOC o l’avvio di una terapia preventiva?
- Quali esami e quali fattori di rischio cercheresti prima di parlare di terapia antifratturativa?
- Come collegheresti osteoporosi, sarcopenia, dolore, cadute e autonomia?
- Quale messaggio useresti per far capire ad Andrea che la prevenzione delle fratture fa parte della cura oncologica?