La seconda parte della storia di Andrea, dai 65 anni in avanti

Articolo a cura di:
Erik Lagolio
Coordinatore Comitato
Editoriale di Practice
QUANTO MARGINE RESTA
La seconda parte della storia
di Andrea, dai 65 anni in avanti
Nel numero precedente abbiamo seguito Andrea dai 39 ai 65 anni: agente di commercio, vita in auto, pasti irregolari, obesità addominale, familiarità cardiovascolare, prediabete, dislipidemia, steatosi, ipovitaminosi D, psoriasi e una lombalgia riletta nel tempo come problema infiammatorio sistemico. Nessun episodio drammatico: una traiettoria di rischio costruita un decennio alla volta, una visita alla volta, con una prevenzione proposta e attuata solo in parte.
Questo secondo Life Practice accompagna lo stesso paziente fino ed oltre gli ottant’anni. Cambia però la domanda clinica: non solo come ridurre il rischio, ma quanto margine resta, dopo i 65 anni, per preservare autonomia, funzione e qualità di vita in chi quel rischio lo ha accumulato per decenni.
Andrea non è ancora un paziente fragile, ma non è più soltanto un paziente a rischio. La glicemia alterata è diventata diabete di tipo 2 e impone target personalizzati, ricerca attiva del danno d’organo, revisione della terapia. Il dolore articolare riduce il cammino e accelera la perdita funzionale. Mentre il peso purtroppo resta, il muscolo si perde. Un PSA alterato apre un percorso oncologico con potenziali ricadute su osso, metabolismo e qualità di vita. Gli inverni diventano più difficili da attraversare indenni. Alla fine le singole patologie non bastano più a descriverlo: conta la somma.
Sette Autori rispondono ciascuno a uno snodo di questa biografia clinica, con lo stesso mandato del numero precedente: una decisione ragionata e praticabile in ambulatorio. Ritroverete perciò criteri di sospetto, strumenti di screening rapidi, errori da evitare, criteri di invio e follow-up.
Il filo conduttore è che la vecchiaia clinica non inizia con la fragilità conclamata, ma con la perdita progressiva di riserva: metabolica, muscolare, ossea, immunitaria e sociale. E torniamo al titolo di questa pagina: quanto margine resta? Riconoscere la riserva del paziente finché è ancora modificabile, e trasformare ogni problema clinico in un’occasione di presa in carico, è esattamente il valore aggiunto silenzioso del medico di famiglia.