NARRAZIONE 3

Il peso resta, la forza se ne va

A 70 anni Andrea si presenta al controllo con un dato che considera positivo. «Dottore, guardi che stavolta non sono ingrassato». È vero. Il peso è quasi lo stesso dell’anno precedente. Andrea lo dice con soddisfazione, come se la stabilità della bilancia fosse una piccola assoluzione. Il medico, mentre lo osserva alzarsi dalla sedia, nota però qualcosa che il peso non mostra: Andrea si spinge con le mani sui braccioli, cammina con passo più corto, appoggia con cautela il ginocchio dolente, ha difficoltà a salire sul lettino. La moglie, che lo accompagna per la prima volta dopo molto tempo, aggiunge un dettaglio che lui avrebbe taciuto: «Fa più fatica a portare le borse. Dice che è il ginocchio, ma secondo me è proprio più debole». Andrea protesta: «Non esageriamo. Ho settant’anni, mica posso avere la forza di quando ne avevo quaranta». È una risposta comune: trasformare la perdita di funzione in un “destino biologico”. Il medico sa che l’età spiega solo una parte del problema. Il diabete, l’inattività, il dolore, l’obesità addominale, l’alimentazione discontinua, la riduzione dell’apporto proteico e la progressiva perdita di movimento hanno lavorato insieme per anni. La bilancia, in questo caso, rischia di ingannare. Andrea resta sovrappeso, mentre la composizione corporea cambia: meno muscolo, più fatica, minore riserva. L’obesità maschera la sarcopenia e la rende meno evidente anche al paziente. Il medico gli chiede di alzarsi dalla sedia cinque volte senza usare le braccia. Andrea ride, convinto che sia una prova banale. Alla terza alzata rallenta, alla quarta cerca istintivamente il bracciolo, alla quinta si siede con un’espressione diversa. «Non pensavo fosse così difficile». Il medico usa quel momento per rendere visibile ciò che fino ad allora era rimasto nascosto. La forza è una misura della riserva funzionale: permette di camminare, salire le scale, recuperare dopo un’influenza, evitare una caduta, restare autonomi. Andrea comincia a capire che dimagrire, adesso, richiede un obiettivo più preciso: perdere grasso proteggendo il muscolo. Servono proteine adeguate, esercizio contro resistenza, lavoro graduale sulla mobilità, controllo del dolore articolare e monitoraggio nel tempo. «Quindi il peso da solo non basta?» chiede Andrea. Il medico annuisce: ora bisogna capire che cosa sta perdendo Andrea quando perde peso, e che cosa può ancora recuperare.

BOX interattivo 3. Prima di leggere l’articolo.

  • È possibile che un paziente obeso sia sarcopenico anche se il peso resta stabile?
  • Quali segnali pratici puoi cogliere in un paziente quando entra in studio o si alza dalla sedia?
  • Conosci lo SARC-F, il chair stand test? Hai mai usato un hand grip o misurato la circonferenza del polpaccio?
  • Come imposteresti un intervento nutrizionale per evitare ulteriore perdita muscolare?
  • Sai in cosa consiste un esercizio “di resistenza”? Quando pensi sia appropriato inviare un paziente ad un percorso fisioterapico-adattato?
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